Animali

La pecora ( parte 1 )

Decidere di venire a vivere in campagna e di iniziare un’autosufficienza e auto-produzione di prodotti propri, includeva anche, tra i nostri progetti, quello di allevare qualche pecora per la produzione di latte, ricotta, yogurt utilizzando il Kefir (fermenti naturali, che vi spiegherò in altro articolo), e non solo, il riutilizzo della lana come pacciamatura nell’orto e isolante nel pollaio, e ovviamente il letame sempre nell’orto per fertilizzare il terreno.

In questi cinque anni, abbiamo fatto molti passi avanti nella nostra permanenza in campagna, e ora è arrivato il momento di prendere tre pecore che ci aiutino nel nostro progetto.

Partiamo dal conoscere questo animale, le sue caratteristiche fisiche, comportamentali, come allevarli, cosa dargli da mangiare, custodirli di notte in una stalla, i vari prodotti e un po di curiosità.

La pecora fino dagli inizi è stato un animale molto utile all’uomo e la sua comparsa risale circa a 11.000 anni a.C.

In Iraq, Tibet, Iran, sono stati ritrovati dei resti di pecora delle steppe, da cui discenderebbero le razze Merino, Bergamasca, e le pecore dell’Asia centrale.

Giusto per dare un nome, con il termine pecora si intende l’animale di sesso femminile, il maschio è chiamato Ariete o Montone, mentre il cucciolo è chiamato Agnello fino all’anno di età.

ZOOLOGIA

La tassonomia, cioè la classificazione che viene data agli ovini, è la seguente:

Ordine: Artiodattili

Sottordine: Ruminanti

Infraordine: Pecora – Infraordine: Ungulati

Famiglia: Bovidae

Il nome scientifico della pecora domestica è Ovis Aries. Nel mondo il numero delle razze si contano a centinaia. Di seguito trovate un riepilogo delle diverse razze sia Italiane che Estere, che a loro volta sono divise in razze da latte, da carne, da lana.

RAZZE ITALIANE
LATTE CARNE LANA
Altamura Bergamasca Sopravissana
Delle Langhe Brianzola Merinizzata Italiana
Frabosana Biellese Gentile di Puglia
Sarda Brigasca (anche per il latte)
Comisana Fabrianese

 

RAZZE ESTERE
PROVENIENZA LATTE CARNE LANA
Francia Ile de France
Gran Bretagna Suffolk Suffolk
Olanda Frisona Frisona
Australia Merino
Spagna Churra

Mi soffermerò a parlare di due razze, una italiana, nello specifico la Brigasca (Liguria) e una estera, la Suffolk (Gran Bretagna)

BRIGASCA

Il nome della Brigasca (Brigasque) deriva dal monte Briga, sulle Alpi Marittime in Liguria, zona di confine tra Italia e Francia. Seppur ha origini comuni con la Frabosana, la Brigasca è molto più grande.

Il pascolo di queste pecore prevede un periodo di sette-otto mesi in alpeggio e di circa quattro mesi in costiera dove il clima permette il pascolo all’aperto anche nei mesi invernali.

E’ una razza che mi sta particolarmente a cuore in quanto è una specie protetta (diffusa nelle province di Imperia e di Savona, attualmente sono censiti 1.943 capi adulti, distribuiti in 19 allevamenti).

Alcune delle sue caratteristiche sono:

Taglia:medio-grande.
Testa: medie dimensioni, più robusta nei maschi.

Corna presenti in circa l’80% dei capi ,a semispirale nelle femmine, di più grandi dimensioni e più robuste, avvolte a spirale nei maschi.
Vello: ricopre tutto il corpo ad eccezione della testa, addome, parte interna delle cosce e degli arti.

Il colore è un bianco sporco. Il pelo che ricopre le estremità degli arti e della testa, presenta un colore rosso a volte tendente al marrone. Questa pigmentazione è anche visibile sul vello negli agnelli, che con l’età tende a schiarire.
Peso:
– maschi adulti minimo 70 a oltre 100 kg
– femmine superiore a 50 kg
Duplice attitudine: carne e latte, con prevalenza della carne.
Il commercio della carne è costituito principalmente dalla vendita degli agnelli del peso vivo di 15-16 kg, raggiunto a circa due mesi di età a seconda dell’alimentazione che ricevono le madri. Il latte è munto per alcuni mesi, dopo che gli agnelli sono stati venduti per il macello.

SUFFOLK

Razza ottenuta in Gran Bretagna a metà Ottocento incrociando pecore della Contea di Norfolk (Norfolk Horned) con arieti Southdown. Viene allevata in Scozia, Galles, Irlanda e Nord America. Dalla Southdown ha ereditato la qualità della carne e della lana, mentre dalla Norfolk Horned (oggi rara) la rusticità. Ottima razza da carne.
Anche in Italia è una razza molto apprezzata, sia a livello amatoriale che dagli allevatori professionali. Ottima pascolatrice, ha bisogno di pascoli fertili.

L’allevamento è fatto in pascolo recintato e a ciclo chiuso: il terreno fornisce l’erba, le pecore mangiano l’erba, i loro escrementi concimano il terreno, l’erba ricresce rigogliosa. Quanto alle piante infestanti, queste vengono tenute sotto controllo e gradualmente eliminate perché le pecore ne mangiano in continuazione le foglie e i germogli.

Alcune delle sue caratteristiche sono:

Taglia grande.

Il vello è bianco con testa e arti nudi di colore nero. Non ha corna, e il suo peso è:

  • Maschi 100 – 130 kg
  • Femmine 85 – 100 kg

ALLEVAMENTO E PASCOLO

Ci sono due forme di allevamento, che vengono praticate in Italia, quello stanziale e quello transumante.

Stanziale: è caratterizzato dall’allevamento dei capi in stalle, in stato semi-brado alimentazione foraggera (graminacee, leguminose, crucifere, composite, ombrellifere, rosacee, ecc ecc), fieno e solo in casi particolari mangimi concentrati. Qui la riproduzione è controllata. Sviluppata in collina e pianura e ad oggi è quella più sviluppata.

Transumanza: chi di noi non ha mai sentito parlare di questo tipo di allevamento. Una volta l’allevamento avveniva al pascolo, facendo transumare le greggi dalla pianura alla montagna, tra la primavera e l’inverno. Questo avveniva a piedi, con i pastori e i cani da pastore al seguito. Oggi gli spostamenti non vengono più fatti a piedi, ma grazie all’aiuto di automezzi. Purtroppo con il tempo e tecniche di allevamento sempre più moderne, per via di controlli sanitari, programmazione delle produzioni e riproduzioni, questa tradizione è ormai quasi sparita.

RIPRODUZIONE E PARTI

Pubertà : Le pecore raggiungono la pubertà intorno ai 5-6 mesi di vita. Se è la prima monta delle femmine è preferibile aspettare l’anno di età. I maschi raggiungono la pubertà tra i 3 e i 6 mesi. E’ quindi consigliabile tenere separati i maschi dalle femmine almeno fino agli 8-10 mesi di vita delle femmine.

Estro: E’ il periodo in cui la femmina accetta la monta del maschio; questi cicli si ripetono ad intervalli di 15-20 giorni e, la sua durata è di 24-36 ore.

Ovulazione: E’ la fine dell’estro

La gravidanza: Dura circa 5 mesi. Ovviamente in questo periodo l’alimentazione dovrà essere costituita dall’aggiunta di cereali e grano. E’ consigliabile tenere le femmine incinte lontano dagli altri animali per evitare colpi e di conseguenza aborti.

I periodi del parto sono due nel corso dell’anno. C’è la monta primaverile che da luogo a parti sotto Natale e, la monta autunnale con maggiore fertilità e parti plurimi, sotto Pasqua. Il parto è un evento naturale che non ha bisogno dell’aiuto dell’uomo, se non nel caso in cui l’agnellino è messo in posizioni pericolose per la madre. La posizione naturale è quella con la testa e le zampe anteriori in avanti.

L’allattamento dell’agnellino avviene in modo naturale con il colostro per 4-5 giorni, il quale non deve mancare assolutamente per ragioni immunitarie del cucciolo. Passati questi giorni si può iniziare a dare il latte ai piccoli in modo artificiale, con l’ausilio di tettarelle, nel caso si avesse intenzione di utilizzare il latte per la produzione di formaggi o altri prodotti. Dopo 90-120 giorni si inizia lo svezzamento naturale misto a pascolo e mangimi.

Fine Parte 1

Nel prossimo articolo, vi illustrerò questi punti:

L’alimentazione

Tosatura e salute dell’animale

Come fare una stalla

http://ragazzidicampagna.it/2019/02/11/la-pecora-parte-2/

 

 

 

 

 

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