Curiosità, costumi e cultura contadina

Mandillo dei Semi – Montebruno 2019

Oggi 20 Gennaio 2019 siamo a Montebruno, caratteristico paese dell’entroterra Ligure adagiato sulle rive del Trebbia.

La giornata e’ decisamente fredda ed umida e la nostra meta è il chiostro del Santuario di Nostra Signora di Montebruno, già chiesa di Santa Maria Assunta, che ospita la rassegna “Il Mandillo dei Semi” incontro annuale per il libero scambio di sementi autoprodotte e lieviti fatti in casa.

Questo evento è organizzato dal Consorzio della Quarantina che si propone di promuovere e salvaguardare una particolare specie locale di patata, la Quarantina per l’appunto.

Negli anni l’evento si è sviluppato, e oltre a presentazioni di libri vengono fatte conferenze in materia di sementi con cenni storici e culturali davvero interessanti.

Il primo evento è stato nel 2000 sotto forma di protesta nei confronti di una legge europea che vietava la cessione sotto forma di qualsiasi titolo di sementi riproduttive, rendendo così di fatto il baratto, una pratica illegale.

Nel 2007 grazie al Consorzio, è possibile di nuovo barattare in piccole quantità semenze riproduttive.

Di notevole importanza è la presenza un esposizione di 400 tipi di patate provenienti da tutto il mondo. Si stima che vi siano probabilmente oltre 7000 varietà esistenti a livello mondiale. In Italia purtroppo negli ultimi cinquant’anni, si è assistito alla perdita di moltissime varietà locali.

Quest’anno noi di ragazzidicampagna.it abbiamo deciso di realizzare un servizio con interviste e curiosità per dare visibilità a questa manifestazione che ci interessa particolarmente perché sviluppa e approfondisce tematiche a noi particolarmente care.

Oltre al Mandillo dei Semi, sempre all’interno del Santuario è ospitato il Museo di Cultura Contadina Alta Val Trebbia. Qui un giro è doveroso!

Poter vedere e carpire con i propri occhi ciò che fa parte della nostro bagaglio culturale, che purtroppo oggi si sta perdendo.

Al suo interno possiamo ammirare una stalla tipica dell’entroterra, mezzi di trasporto agricoli, una cucina arredata in stile contadino, artigianato del passato, arredi sacri che appartengono alla Chiesa di Montebruno e molto altro ancora.

Ciò che mi colpisce sempre in questo Museo, è come la cucina è stata riprodotta, in un ambiente semplice, accogliente dove si capisce che quella era la stanza dove prendevano atto tutte le attività della famiglia, le emozioni tristi e gioiose di ogni giorno. Per come sono fatta io vorrei una cucina ospitale e calda come quella riprodotta.

Tornando allo scopo della nostra visita al Mandillo, così come accennato sopra, abbiamo posto quattro semplici domande che sono:

  1. Perché selezionare e conservare i semi?
  2. Quale coltura in particolare avete deciso di preservare? Magari legata al vostro territorio?
  3. Avete contatti con chi come voi ha lo stesso obiettivo, sia in Italia che all’Estero?
  4. Vita in campagna: come mai secondo voi molti giovani optano per un “ritorno alla terra”?

Gli amici, tre dei quali presenti all’evento, sono:

  • Seed Vicious: Associazione di Promozione Sociale (Firenze) abbiamo parlato con Tommaso
  • Semingegno: abbiamo parlato con Gianpaolo
  • Azienda Agr. Bio Maria Giulia Scolaro, (Savignone – GE) abbiamo parlato con la Sig.ra Maria
  • Azienda Agricola Longhi Dino e Andrea, (Ostiglia – MN) – abbiamo parlato con il caro amico Andrea

Tommaso dell’Associazione Seed Vicious ci ha risposto che per loro, selezionare e conservare significa mantenere la biodiversità dei semi. E’ la continuazione del lavoro che la natura ha fatto.

Loro sono di Firenze e stanno mantenendo le varietà toscane ormai in disuso. Oltre a 200 varietà, Tommaso ci ha citato il Finocchio di Firenze. Ortaggio, e cito Tommaso, “piccolo come un pugno femminile”, con un aroma intenso, principe una volta di un piatto tipico, il “finocchio al forno”. Purtroppo per la sua dimensione è stato scartato dal commercio.

Loro hanno soci sia in Italia che all’estero, ad esempio dal Brasile arrivano peperoncini, il pomodoro selvatico è del Perù, dal Messico arrivano varietà di mais. Hanno da poco intrapreso la conservazione di semi di piante idonee agli impollinatori. La lista del progetto Bee-side è costituita da 40 varietà ma l’elenco a cui vogliamo arrivare è di 200. piano piano che troviamo le varietà incluse nella lista, le mettiamo in produzione.

Per loro il ritorno alla terra è una soluzione anche alla mancanza di lavoro, e risposta a domande del tipo” Cosa mangiamo, cosa portiamo nei nostri piatti tutti i giorni, sono prodotti naturali?” .

Questo il loro sito: www.seedvicious.org

Grazie Tommaso


Il Sig. Giampaolo dell’associazione Semingegno ha risposto volentieri alle nostre curiosità, ci ha raccontato che come noi ha lasciato il lavoro che aveva per dedicarsi ad un Azienda agricola, e si è prefisso di non usare semi industriali, così ha iniziato a preservare e ricercare semi antichi.

Una delle varietà degne di nota che conserva è la Zucca di Cengio.

Hanno solo contatti in Italia. Per lui il ritorno alla terra è dettato dalla scarsità di lavoro e dal prendere conoscenza che si può vivere meglio in modo semplice.

Grazie Giampaolo

 

Azienda Agricola Bio, rappresentata dalla Sig.ra Maria Giulia: per lei selezionare e conservare i semi significa tramandare alle generazioni future, le tradizioni liguri in generale, che a causa delle grosse industrie stanno venendo a mancare perché “gli ortaggi” devono essere standardizzati.

Le sue varietà protette sono il Pomodoro Costoluto genovese o “Pursemin a”, ottimo in salsa, al forno o in insalate.

Fa uno sciroppo di Rosa utilizzando la Rosa Centifolia Muscosa e la Rosa Rugosa della Vallescrivia.

Ha contatti in Italia, e il ritorno alla terra anche per lei è dettato dalla necessità di un lavoro. Vedere i genitori che ritornano alla terra potrebbe essere per i giovani uno stimolo.

Questo il suo sito: www.sciropporose.it

Grazie Maria Giulia

 

Azienda Agricola Longhi Dino e Andrea, qui il nostro amico Andrea ci ha risposto così:

Per loro è importante selezionare per riportare le varietà antiche alle caratteristiche originali e per salvarle per il patrimonio di biodiversità che altrimenti andrebbe perso. Hanno selezione e conservazione di semi antichi principalmente di meloni (Meloni Antichi,Moscatello,Pasta Bianca, Zatta “Longhi”, Banana pasta gialla) e angurie. Hanno contatti con chi permette di scambiare i semi con loro in Italia.

Il ritorno alla terra, è una riscoperta dei valori “antichi” legati al territorio.

Nel loro sito potrete trovare molti prodotti genuini e naturali, ed su richiesta preparano meravigliosi cesti con i loro prodotti, confetture, passate, nettari, mostarde, farina di ceci ed altro ancora.

Questo il loro sito: www.longhimeloni.it

Grazie Andrea

 

Se anche voi vi sentite parte di questa famiglia dove la biodiversità di varietà di semi, è qualcosa di speciale da curare, custodire, e tramandare, vi invito a venire il prossimo anno al Mandillo dei Semi!

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