Curiosità, costumi e cultura contadina

La legna come riscaldamento, come tagliare la legna da ardere

Si dice che la legna riscalda tre volte, in questo articolo, cercheremo di spiegarvene il motivo.

La legna come riscaldamento è il principale metodo che si usa in campagna; nella nostra scelta di vita, io e Riccardo abbiamo infatti adottato questo sistema, accettandone a braccia aperte tutti i compiti che ne conseguono.

Vi illustreremo passo passo le diverse fasi, dalla raccolta fino allo sfruttamento del suo potere calorifico.

Abbigliamento

Sembrerà banale e sciocco, ma adottare protezioni e un abbigliamento consono al tipo di lavoro che si sta facendo è importante per proteggere se stessi e chi lavora con voi, dai rischi che compete il taglio legna.

Guanti: servono soprattutto per evitare che le famose schegge si infilino nelle dita, devono essere per cui molto resistenti, ma che al tempo stesso vi aiutino bene nella presa.

Pantaloni e maglie: usare pantaloni protettivi da boscaioli oppure una salopette sempre protettiva da boscaioli e, se si è in estate comunque una bella camicia a maniche lunghe, di quelle tipo a quadrotti, per capirci.

Visiera: Adottate un caschetto con visiera, o una semplice visiera, evitando così che possibili schegge vi colpiscano gli occhi.

Scarpe: Anche queste devono avere la classica punta in acciaio, per evitare che ciocchi di legna cadendo sui piedi vi facciano male e, detto tra noi parlo per esperienza, fa veramente male, quindi niente scarpette da ginnastica.

Lavorare in campagna e tagliare la legna è veramente un lavoro a 360°, questi sono solo consigli, ma spero che li seguiate al meglio.

Periodi di taglio

Il taglio della legna è previsto per legge in determinati periodi dell’anno, che di solito vanno da Ottobre a fine primavera, ma come dicevo sopra ogni anno escono i bollettini Regione per Regione, dove vengono elencati i mesi di inizio e fine, anche in relazione all’altitudine della zona geografica di taglio.

E’ curioso ed interessante seguire anche le fasi lunari, così come per piantare e seminare ortaggi, che vi spiegherò meglio in un altro articolo ma, per ora concentriamoci sulle altre fasi del taglio legna.

Comprare la legna già tagliata e come conservarla

Abbiamo appena accennato al periodo di taglio legna, che poi in seguito seguirà un altro articolo più esaustivo.

Ora passiamo alla parte più pratica per noi. Da esperienza vi diciamo che noi acquistiamo la legna da falegnami che conosciamo, la compriamo che sia in media di lunghezza 1 metro o 1 metro e mezzo circa, la conserviamo nella cascina e piano piano la tagliamo in pezzi adatti alla nostra stufa.

Questo processo lo facciamo prima con la moto sega e poi i pezzi che sono rimasti più grossi di circonferenza, li tagliamo a loro volta con l’ascia.

Anche qui una precisazione sul taglio con la moto sega, trovare dei cavalletti adatti al taglio, non inventate posizioni strane, ricordate dovrete essere comodi nel taglio…..

Invece per il taglio con l’ascia, cercate un ceppo stabile, controllare che il ciocco da spaccare abbia piccole venature perché in caso è li che si deve mirare con l’ascia.

Una volta tagliata e spaccata in base alla grandezza della stufa, trovati i “bacchetti” per l’accensione, accatastiamo la legna rialzata da terra, sopra i bancali.

Ma facciamo un accenno a come viene conservata la legna prima di essere acquistata;

Dopo che viene tagliato nei boschi, il legname viene conservato circa un anno o poco meno prima di essere venduto, conservato all’aperto ed al sole in luogo ventilato, questo perché deve “stagionare”, infatti la legna “fresca” brucia male perché ancora troppo umida e nella stufa non produce ne calore ne fiamma, ma solo catrami che andranno ad attaccarsi alla canna fumaria fino a compromettere il tiraggio della stufa.

La legna non deve essere consumata oltre i 5 anni, perché non brucerebbe più al meglio.

Come accendere il fuoco

Innanzitutto vi volevo fare un breve accenno sui migliori tipi di legna da ardere:

Olmo, Quercia, Faggio, Carpino, questi sono bruciature lenta, che non lascia residui olii o resine che tendono a sporcare la stufa. Più la legna brucia lentamente più il suo potere calorifico sarà maggiore.

Il Pioppo o l’ Abete sono invece adatti nelle prime fasi d’accensione del fuoco, perché bruciano e si consumano velocemente.

Vi sono molti metodi, ma a parer nostro, i due migliori sono:

Posizionare palline di giornale e sopra delle fascette o legnetti sottili ed infine ciocchi piccoli di pioppo o abete.Man mano che brucia aggiungere, senza soffocare il fuoco, ciocchi più grandi.

Altro sistema simile è alternare ciocchi esili di abete secchi; alternati nel senso orizzontale e verticale.

Importante è il passaggio di ossigeno tra i vari strati, perché come ben si sa, il fuoco si alimenta con l’ossigeno.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, lasciate sotto i vostri commenti o domande.

Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *